Arte e videogiochi: la poesia di Journey

Il videogioco come forma d’arte

Un nomade, un viaggio nel deserto e una scritta che appare dietro una duna, “Journey”. Così inizia un videogioco, dalla breve durata ma molto intenso,  la cui versione per PlayStation 4 è disponibile dal 21 luglio 2015. Prodotto dalla  Thatgamecompany, un’azienda di produzione indipendente nata da due studenti, Journey è  presto entrato nella classifica del 100 videogiochi più belli di tutti i tempi, in seguito al sondaggio online effettuato dalla riviste Empire.

La bellezza non è solo negli scenari. La vera particolarità di Journey sta in un gameplay basato sull’esplorazione e la comprensione di una civiltà magica e misteriosa. L’esperienza di gioco lascia la sensazione di vivere all’interno di un racconto. Mentre si procede tra le diverse ambientazioni sembra di partecipare alla creazione di un’opera d’arte. Glifi nascosti, creature di stoffa, enigmi da risolvere, nulla è lasciato al caso. Grazie alla capacità di volare e di cantare il nostro protagonista si troverà ad assistere alla rinascita e alla rivelazione di una civiltà ormai perduta. Talvolta accompagnato anche da un altro viaggiatore (impersonato da un giocatore nell’online).

Ma dove condurrà alla fine questo viaggio? Non vi resta che scoprirlo con i vostri occhi…

Ho provato in questo video a fondere le emozioni che dà la musica di Ludovico Einaudi con alcune parti del mio primo viaggio. Il tutto in compagnia di un altro nomade.

Buona visione e buon ascolto!