Critica e stile: le difficoltà della scrittura

Autocritica

Ascoltare le critiche è necessario se si vuole scrivere bene.  Ma è difficile trovare una via di mezzo  tra ciò che piace a chi legge e ciò che si vuole esprimere in modo personale. Cosa rende un racconto, un articolo o una poesia, belli?  La forma, gli errori grammaticali e  i refusi sono semplici da correggere, mentre dettagli come la punteggiatura e l’uso di alcune espressioni determinano lo stile dello scrittore. Scegliere cosa cambiare e cosa mantenere è ancora più complesso quando ci si confronta con tipi di scrittura nuovi. La soluzione migliore probabilmente è quella di procedere per tentativi, applicando man mano tutti i suggerimenti e verificando se ci convincono o meno. “Alla fine siamo noi a dover fare i conti con noi stessi.”

Imparare le regole per romperle

Ciò che mi piace solitamente fare prima di scrivere qualsiasi cosa è informarmi, studiare le regole e poi… romperle! Trovo particolarmente divertente fondere tipi di scrittura differenti, frantumare narrazioni troppo lineari, sorprendere.  La mia parola preferita è metamorfosi anche se mi piace l’idea che dentro la farfalla rimanga il ricordo del bruco, in qualche modo. Forse il senso dello scrivere sta proprio nel voler comunicare in modo efficace un messaggio, adattandosi al tipo di pubblico e mantenendo  viva quella che è la propria esperienza personale. Lo “sguardo” è precisamente ciò che distingue uno scrittore da un altro. Il modo che abbiamo di esperire il mondo è unico, tuttavia il messaggio che vogliamo trasmettere  deve appartenere a tutti, deve essere universale. 

Il successo

Non sempre il successo di un’opera dipende dalla sua qualità. Ci sono tantissimi libri che hanno avuto una larga diffusione ma che risultano illeggibili, scritti male o incomprensibili. Credo che le migliori critiche vengano da chi è esperto nella materia che vogliamo trattare. Ad esempio se scriviamo un articolo sarà un giornalista a saperci dare un buon parere, se scriviamo un saggio psicologico uno psicologo saprà consigliarci meglio di chiunque altro. Ma è anche  il giudizio dei lettori forti e quello della critica letteraria ad essere importante. Tuttavia limitarsi a cercare “le migliori critiche” alla fine non basta. Un buon testo deve essere comprensibile e chiaro anche per chi non se ne intende. Se scriviamo per quei pochi che ci comprendono a cosa serve scrivere? In fondo un messaggio acquista un senso solo quando raggiunge le orecchie di chi non l’ha mai ascoltato.