L’influenza ai tempi del Coronavirus

Coronavirus e influenza stagionale

Al principio era la febbre, comparsa improvvisamente dopo una normale giornata all’università. L’affanno, i giorni nel letto, gli antibiotici e la fatica. Nel mentre si sentiva parlare  in Italia dei primi casi di Coronavirus.  Nessuno immaginava che di lì a poco questo virus mutante avrebbe piegato l’Europa e tempestato il mondo intero. Per fortuna non è stato lui  a colpirmi ma l’influenza stagionale del momento. Per sfortuna, era comunque molto tenace e mi ha danneggiato in vari modi. Similmente al Covid-19 ha colpito i polmoni indebolendoli e, nel mio caso, portandomi l’asma bronchiale. 

Il petto che tira, il respiro pesante, la sensazione di bruciore nel petto e la tosse canina che leva il fiato. Questi sono i sintomi contro i quali sto combattendo da ormai più di due mesi. Insomma la mia quarantena è iniziata molto prima rispetto quella obbligatoria a causa della pandemia. Vivere in casa e combattere contro il proprio corpo che non vuole collaborare non è facile. La mente è completamente assorbita dal respiro. Non ci si riesce a concentrare su nulla, molti progetti creativi, letture e lo studio procedono a passi lumaca. La stanchezza poi ti conquista subito. Il paradosso è che starei molto meglio se potessi respirare l’aria di mare e camminare in mezzo al verde,  ma ci vorrà ancora molto tempo per questo e per poter fare altre visite.

Un’insolita routine

Ormai ogni giorno è scandito da una routine ben precisa: areosol, eventuale lezione online da seguire, yoga, areosol, il bollettino della protezione civile. Alla fine della giornata  si sente partire  il suono solenne di una tromba che con il “Silenzio” di Nini Rosso  mi ricorda lo stato di guerra in cui si trovano soprattutto gli ospedali. Una guerra contro un nemico invisibile chiamato  Coronavirus del quale si conosce ancora troppo poco.

Siamo tornati a preoccuparci soltanto della sopravvivenza, si accumulano provviste, alcuni riscoprono la cucina altri affinano i propri talenti culinari. Qualcuno si avvicina per la prima volta al corpo libero, qualcun altro cerca di replicare in modo creativo gli attrezzi della palestra e c’è chi prova un nuovo modo per mantenersi attivo. Mentre i contatti sociali si sono completamente trasferiti in rete. Così compleanni e festività diventano occasioni per riscoprire Skype e  le videochiamate che venivano usate soltanto per relazioni e amicizie a distanza. Anche le università e le scuole sono state costrette a tenersi al passo con i tempi e i professori a tornare alunni davanti alle nuove tecnologie.

Si rivela anche la solidarietà tra la piccola gente, si fa la spesa per il vicino e ci si preoccupa per l’altro perché sono davvero tanti i segreti oscuri nascosti nelle case. Mentre nelle strade gli invisibili senza tetto ora sono al centro dell’attenzione, non si può più far finta di nulla. Come si notano le eccellenze tra il personale medico si evidenziano anche le carenze dei mezzi per far fronte alla crisi. A venir fuori è quello che sempre è stato: l’indebitamento dell’Italia nei confronti dell’Europa, il dislivello sociale, gli investimenti sbagliati, la cultura messa in ginocchio che ora diventa una fonte importantissima di equilibrio psicologico per chi è chiuso in casa. Perché anche chi fuggiva davanti alla riflessione ora si trova a fare i conti con se stesso, con la paura della morte e con i grandi interrogativi che ne scaturiscono.